La Straferrara e “La paternicilina”

Alla Sala Estense il film girato tutto in lingua dialettale ferrarese dal documentarista e critico cinematografico Adolfo Baruffi

La storia delle rappresentazioni della Straferrara – che ad agosto di quest’anno compirà 85 anni di attività mai interrotta, neppure in tempo di guerra e di bombardamenti – si è spesso intersecata con quella del cinema e della televisione, trama ed ordito della cultura a tutto tondo, non solo locale, ma pure nazionale.

 Ultimo Spadoni, Giuseppe Simoni, Beppe Faggioli e Olivo Ardizzoni, in arte Zurzin, nel film “La paternicilina” di Adolfo Baruffi.  Foto tratta dal libro di Maria Cristina Nascosi “I settant’anni della Straferrara” del 2002

Ultimo Spadoni, Giuseppe Simoni, Beppe Faggioli e Olivo Ardizzoni, in arte Zurzin, nel film “La paternicilina” di Adolfo Baruffi.
Foto tratta dal libro di Maria Cristina Nascosi “I settant’anni della Straferrara” del 2002

Il cinema aveva visto il fondatore, il cav. Ultimo Spadoni nel 1955, tra gli interpreti de “La paternicilina”, un film girato tutto in lingua dialettale ferrarese dal documentarista e critico cinematografico Adolfo Baruffi, piuttosto ‘dimenticato’, collega e sodale anche di Florestano Vancini, assieme ai maggiori attori dialettali di allora, il grande Scioldo Puttomati, Mario Bellini, Franco Pelagatti e Giuseppe Simoni: un hapax di cui, purtroppo, non resta più alcuna traccia.

Il soggetto della pellicola era basato su di un copione originale di Augusto Celati, “La colpa ad ciamàrass Pifàni”, che per la sceneggiatura aveva lavorato a quattro mani con lo stesso Spadoni.

È la storia di un improbabile venditore ambulante che, grazie a particolari pillole da lui offerte con effetti a dir poco miracolosi, consentiva a chi le assumesse, di venire a conoscenza del nome del padre biologico del nascituro, in casi… dubbi, soprattutto, visto che esso appariva, non si sa come, sul petto della… madre.

Il film era stato girato a Ferrara, in esterni per la strada e, per gli interni, era stato scelto l’ambiente del Teatro Comunale.

Il suo limite fu il mezzo linguistico usato: l’idioma dialettale ferrarese non era dei più conosciuti e, per di più, allora, non ci si pose neppure il problema di sottotitolarlo, come accade più di sovente oggi, anche per testi filmici non solo stranieri, ma che riportano parti in vernacolo.

“Paternicilina”, pur realizzato per intero, non apparve mai sugli schermi cinematografici e, tantomeno, poté circuitare e se ne persero così le… tracce.

Beppe Faggioli, anni fa che, tra l’altro aveva partecipato, lui allora giovanissimo al film, riprese il copione di Celati e, rimaneggiandolo e riadattandolo notevolmente, pure nel plot, ne ricavò uno praticamente ‘nuovo’, rinominato L’è tuta colpa dla paternicilina, che sarà rappresentato domenica prossima 17 gennaio dalla Straferrara alla Sala Estense, per la regia di Cici Rossana Spadoni ed in ricordo di Beppe, l’Anima della Compagnia

Maria Cristina Nascosi
Tratto da estense.com

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