La commedia di Golinelli è da applausi

Alcune domeniche fa, nell’ambito del tradizionale Festival del teatro dialettale che come ogni anno si tiene alla sala Estense di Ferrara, c’è stata la rappresentazione della commedia di Giorgio Golinelli, La Braghinàra ovvero “’Na giurnàda tranquìla”, con ulteriore sottodefinizione: commediaccia lirica in tre atti, con il consueto grande successo che l’opera ottiene dall’affeziona- to pubblico della Straferrara.
Quella che è, letteralmente a pieno titolo, una delle migliori opere dello scomparso medico – scrittore ferrarese, proposta da anni sui migliori palcoscenici di Ferrara e provincia, si avvale dell’ottima interpretazione della Straferrara, la compagnia dialettale teatrale più vecchia che quest’anno festeggerà gli 85 anni: inutile dire che la parte del protagonista era sempre stata di Beppe Faggioli, anima della compagnia, fino alla sua scomparsa avvenuta poco più di 2 anni fa.
Per la Straferrara, Golinelli – scomparso 10 anni fa – aveva scritto espressamente alcune opere, tra cui: Al negòzzi di miracùl, L’att dal Duca, poi pubblicato, La braghinàra, più sopra menzionata, La colpa dal pètroli e La fòla d’un piazzlìn in sla vié granda.
È stata Maria Cristina Nascosi Sandri, pure curatrice di due testi del compianto Golinelli, I racconti di Antonio del 2000 e l’autobiografico pamphlet Brevi cenni sull’Ospedale per la riabilitazione “San Giorgio”, a ricordare brevemente, nel corso dello spettacolo, la figura del grande ferrarese, il quale fece voltare pagina alla storia del reparto per lungo degenti del nosocomio cittadino, da lui e pochi altri portato all’avanguardia per i tempi, dove molti personaggi nazionali ed internazionali, come Fellini ed Antonioni, poterono trovare insperati giovamenti ai loro problemi.

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